Anche colui che non ha versato le ritenute previdenziali ai dipendenti, in caso di condanna, può beneficiare della sostituzione della pena detentiva breve in pecuniaria

L’indigenza dell’imputato, che lo ha portato a compiere il reato in questione, non implica necessariamente che egli sarà insolvibile con riferimento alla pena pecuniaria disposta in sostituzione di quella detentiva.

Il giudice infatti, ai sensi degli artt. 53 e 58 della L.689/1981 è tenuto a valutare discrezionalmente la possibilità di sostituzione delle pene detentive brevi in pene pecuniarie applicando i criteri di cui all’art. 133 c.p., tra i quali rilevano anche le condizioni famigliari e sociali del condannato, che potrebbero garantire la sua solvibilità a prescindere dallo stato di indigenza che lo ha spinto a commettere il reato.

Cass. Pen., Sez. III , sent. n. 726 del 26 aprile 2016